ANUBI OSPEDALE PER ANIMALI DA COMPAGNIA - STRADA GENOVA, 299/A - 10024 - MONCALIERI (TO)
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Responsabile: dott. francesco marino

Il nostro reparto di neurologia e neurochirurgia veterinaria

anubi banca del sangue
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La neurologia è la disciplina che in campo veterinario studia il cervello e il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale) e periferico (nervi e terminazioni nervose), strutture fondamentali per la vita.

La visita neurologica è un'insieme di osservazioni e manualità che, attraverso opportuni stimoli, evocano reazioni e riflessi. Questo per rispondere a due domande fondamentali: il soggetto ha un problema neurologico? Se sì, dov'è localizzato il problema?

La visita o esame neurologico segue uno schema abbastanza rigido che si compone di 2 parti:

  • valutazione dello stato mentale e, se il soggetto può camminare, di postura, andatura e reazioni posturali;
  • esame dei riflessi spinali, della sensibilità, del trofismo muscolare ed, infine, esame dei nervi cranici.

L''esame neurologico, permette, in corso di patologia neurologica, di localizzare la lesione e, sulla base di segnalazione, di inquadrare la storia clinica, identificando le modalità di insorgenza e progressione della sintomatologia.

Tutto questo consentirà il  percorso diagnostico necessario a raggiungere una corretta diagnosi e ad instaurare una terapia appropriata.

Nell'iter diagnostico, per confermare un sospetto e completare la diagnosi, il neurologo deve spesso ricorrere ad ulteriori esami più o meno complessi quali l’analisi del liquido cefalorachidiano, la tomografia assiale (TC), la risonanza magnetica (RM), l’elettromiografia (EMG) ed altri.

È evidente da quanto detto che il percorso da seguire, per arrivare alla risoluzione (quando possibile) o alla definizione di un problema neurologico, è lungo e deve obbligatoriamente passare per un'approfondita visita neurologica, senza rischiare di somministrare farmaci, anche per lungo periodo di tempo, non necessari e, in alcuni casi nocivi, per la salute dei nostri animali.

Negli ultimi anni la neurologia veterinaria ha fatto passi importanti nella conoscenza di molte patologie e nella capacità diagnostica, di conseguenza anche la terapia di molte malattie è diventata possibile; forme come l’epilessia, le paralisi da ernia del disco, i traumi, alcuni tumori cerebrali sono oggi ben trattabili.

LA CHIRURGIA DEL SISTEMA NERVOSO

La neurochirurgia veterinaria negli ultimi anni ha raggiunto molti traguardi. Oggi il trattamento chirurgico per discopatia (ernia del disco cervicale e toraco-lombare) dà ottime probabilità di ritornare a camminare se la chirurgia viene fatta subito. La tecnica chirurgica è ben standardizzata e dopo pochi giorni il paziente può tornare a casa o in un centro di fisioterapia. Un trauma da investimento automobilistico o la caduta dal terrazzo che esitano in una frattura vertebrale, viene trattato con impianti dedicati per il cane e il gatto (placche, viti, barre). È possibile, ancora, trattare alcuni tumori cerebrali con chirurgia intracranica.

LE MALATTIE EREDITARIE

Queste patologie possono colpire distretti diversi e quindi presentarsi con manifestazione tipica della localizzazione. Le più conosciute sono alcune che colpiscono il cervelletto (es.: Spinone italiano e American Staffordshire), caratterizzate da tremori e incoordinazione; le malattie degenerative per accumulo di proteine nei lisosomi delle cellule nervose, con sintomatologia riferibile ad alterato stato mentale, difficoltà motoria e debolezza; le encefaliti (Carlino) e le polineuropatie (Leonberger, Greyhound, Alaskan malamute). I sintomi possono iniziare fin da cuccioli o esordire tardivamente; per alcune malattie è possibile fare test genetici.

LA MIELOPATIA DEGENERATIVA

La mielopatia degenerativa, malattia spesso confondibile con altre patologie neurologiche, è tipica del cane adulto. Sono state trovate similitudini con la sclerosi amiotrofica laterale dell'uomo, soprattutto per le caratteristiche cliniche all'insorgenza e la progressione dei segni. I sintomi iniziali sono difficoltà deambulatoria a carico degli arti posteriori con incoordinazione. Dopo 9-18 mesi i segni progrediscono e il paziente da incoordinato diventa paretico (debole) fino alla plegia (incapacità di uso) degli arti posteriori. La maggior parte dei soggetti colpiti sviluppa grave ipotrofia muscolare posteriore e incontinenza urinaria. Pochi i pazienti che arrivano ancora in vita a tre anni dall'insorgenza dei segni, per la progressione agli arti anteriori. Questa patologia mette ancora una volta in evidenza l'esecuzione di una buona visita neurologica che,  associata alle tecniche di diagnostica per immagine avanzata (TC,RM), consente di differenziare la mielopatia degenerativa da altre malattie.

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