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Anestesia e terapia del dolore veterinaria

responsabile: dott. matteo nicastri

L'anestesia veterinaria

Tutti i pazienti che devono affrontare un intervento chirurgico od una manualità diagnostica invasiva vengono sottoposti ad anestesia generale; pertanto l'esecuzione di una corretta anestesia gioca un ruolo molto importante nella buona riuscita di un intervento chirurgico.
L'anestesia generale può essere definita come perdita di coscienza, miorilassamento e soppressione della risposta riflessa agli stimoli indotti dalla chirurgia. Potenzialmente, questa condizione può essere prodotta attraverso la somministrazione di un singolo farmaco anestetico; in questo caso, le elevate dosi necessarie sono spesso associate ad estrema depressione del sistema nervoso centrale e dei riflessi omeostatici, con maggiore incidenza di complicazioni come bradicardia, ipotensione ed ipotermia. Tuttavia l'approccio scientificamente più aggiornato all'anestesia prevede l'impiego di dosi relativamente basse di ciascun farmaco con lo scopo di diminuire l'incidenza degli effetti collaterali.

Si tratta della cosiddetta "anestesia bilanciata", indotta dalla combinazione di due o più farmaci o tecniche anestetiche.

anubi anestesiologia veterinaria

Il protocollo anestesiologico veterinario dell'ospedale ANUBI

Il protocollo anestesiologico seguito per tutti i pazienti sottoposti ad un intervento chirurgico, presso il nostro ospedale ANUBI, è in tal modo organizzato:

La medicazione preanestetica

Si tratta di una fase fondamentale in un protocollo anestesiologico sicuro. Quando utilizzata in modo appropriato, infatti, riduce al minimo lo stress del paziente e ne placa completamente paura e ansia. Inoltre, l'esecuzione di una corretta premedicazione abbassa l'incidenza degli effetti indesiderati associati agli anestetici e permette di ridurne il dosaggio in modo considerevole.

Esiste una notevole varietà di farmaci che possono essere utilizzati a questo scopo e l'anestesista valuterà singolarmente, per ogni paziente, quale sostanza scegliere.
Molti dei farmaci impiegati in questa fase hanno anche uno spiccato potere analgesico, caratteristica che consente di impostare, già nel periodo preoperatorio, una corretta terapia del dolore.

L'induzione dell'anestesia veterinaria

In questa fase si genera nel paziente perdita di coscienza, immobilità e amnesia, ovvero le caratteristiche proprie dell'anestesia generale.

Nella maggior parte degli animali l'induzione dell'anestesia è effettuata con la somministrazione endovenosa di agenti ipnotici iniettabili per uso veterinario. La via di somministrazione endovenosa consente d'indurre l'anestesia in modo rapido e prevedibile, dosando il farmaco "a effetto" e, quindi, impiegando la minore quantità di anestetico necessaria per conseguire l'effetto desiderato.

Il Monitoraggio durante l'anestesia veterinaria

Durante ogni intervento chirurgico, oltre ad un'attenta valutazione clinica, le funzioni vitali degli animali vengono costantemente controllate attraverso un sistema di monitoraggio elettronico. Questo sistema è dotato di

  • Capnometro e capnografo, per valutare l'adeguatezza della ventilazione.
  • Sonda pulsossimetrica a clip linguale, per la stima della saturazione dell'emoglobina nel sangue arterioso.
  • Elettrocardiogramma, per valutare l'attività elettrica cardiaca.
  • Sistema oscillometrico automatico non invasivo per il rilievo della pressione arteriosa sistolica, diastolica e media.
  • Sonda per la misurazione della temperatura corporea.

In questo modo è garantito un controllo completo in tempo reale sull'andamento anestesiologico dell'animale durante l'intervento chirurgico, prerogativa fondamentale per tutelare la sicurezza del paziente.

Il mantenimento dell'anestesia

È il prolungamento dell'anestesia generata con l'induzione: inizia, quindi, con la perdita di coscienza e finisce con l'interruzione della somministrazione dell'anestetico. 

  • Anestesia gassosa
    Gli anestetici inalatori sono liquidi che, volatilizzati da vaporizzatori, sono somministrati ai pazienti in forma gassosa attraverso circuiti respiratori. La loro peculiarità consiste nel fatto che vengono somministrati ed eliminati prevalentemente a livello polmonare, caratteristica che permette di controllare e modificare in modo rapido e prevedibile la profondità anestesiologica. Questa forma di anestesia richiede l'impiego di ossigeno per veicolare l'agente anestetico e, conseguentemente, si accompagna sempre all'intubazione orotracheale: questo contribuisce a sua volta a diminuire la morbilità e la mortalità associate con l'anestesia, perché permette un efficace controllo delle vie aeree, facilitando l'ossigenazione arteriosa e la ventilazione polmonare.
  • Anestesia totalmente intravenosa (TIVA: Total Intra Venous Anaesthesia)
    Questa tecnica permette di eseguire, con tutte le condizioni di sicurezza necessarie per il paziente, un'anestesia esclusivamente con l'utilizzo di agenti iniettabili, sia che si tratti di un solo farmaco sia che siano combinazioni. L'animale anestetizzato, durante la TIVA, è ugualmente intubato e respira aria arricchita con ossigeno; inoltre, siccome generalmente si utilizzano farmaci con rapido metabolismo e veloce eliminazione, è anche possibile apportare modifiche alla profondità anestesiologica durante il mantenimento, agendo sulla velocità d'infusione dell'anestetico.

Parallelamente al mantenimento dell'anestesia generale, possono essere applicate, inoltre, tecniche di anestesia loco-regionale, che, attraverso l'utilizzo di specifiche sostanze, agiscono direttamente sulle strutture nervose sensoriali o motrici evitando la genesi e la conduzione di stimoli nervosi. La gestione del dolore in fase intraoperatoria è assicurata dalla possibilità di somministrare in infusione, per via endovenosa, farmaci a spiccata azione analgesica, dall'ingresso del paziente in sala chirurgica fino al suo risveglio.

Il risveglio

Al termine dell'intervento chirurgico, s'interrompe la somministrazione di anestetico e si procede al risveglio del paziente. In questa fase ogni animale viene monitorato attentamente fino alla comparsa dei riflessi protettivi, al recupero della coscienza e della capacità di interagire con l'ambiente circostante. I pazienti durante questa fase vengono trasferiti nel reparto di Terapia Intensiva, dove possono essere seguiti ed accuditi da un'équipe veterinaria specialistica.

La terapia del dolore viene proseguita attraverso la somministrazione dei farmaci più appropriati anche nel periodo post-operatorio e in alcuni casi, soprattutto dopo interventi chirurgici molto dolorosi, si può procedere all'infusione per via endovenosa di sostanze analgesiche anche per le successive 24 ore.

Quando le condizioni cliniche lo richiedono, è possibile proseguire la ventilazione assistita e il monitoraggio continuo del paziente per tutto il tempo necessario dopo l'intervento chirurgico.

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La terapia del dolore veterinaria

Il dolore è definito dalla IASP (International Association for the Study of Pain) come un'esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole, associata a danno tissutale reale o potenziale. In generale, il dolore provoca una sofferenza inutile per il paziente, può scatenare stress e ansia, oltre a comportamenti aggressivi, con tendenza all'autotraumatismo; inoltre, animali in stati algici gravi tendono ad alimentarsi e a bere di meno e la loro guarigione può essere rallentata.

La valutazione del dolore è un processo complicato nella clinica dei piccoli animali dato che fattori come l'età, il sesso, lo stato di salute e differenze tra le diverse specie e tra le diverse razze possono modificarne la tolleranza e per tanto la risposta allo stesso. Gli animali molto abbattuti, ad esempio, possono essere incapaci di presentare risposte motorie o riflesse davanti al dolore, anche se di alta intensità; inoltre alcune razze di cani, specialmente i cani da lavoro o da caccia, così come la maggior parte dei gatti, hanno un carattere particolarmente stoico e raramente esibiscono segni di dolore. Esistono specifici sistemi opportunamente sviluppati per valutare il dolore nei piccoli animali. Questo rende possibile al medico veterinario differenziare in modo critico e razionale dolori superficiali o lievi dal dolore profondo ed utilizzare conseguentemente la terapia analgesica più corretta.

L'uso combinato di farmaci analgesici con differenti meccanismi d'azione è attualmente la tecnica più efficace per ottenere una corretta analgesia nel periodo perioperatorio, parallelamente alla realizzazione di tecniche di anestesia loco-regionale come completamento dell'anestesia generale.

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