I SERVIZI
In caso di insufficienza renale i reni possono andare incontro ad alterazioni così gravi che i danni strutturali alle unità filtranti (nefroni) diventano irreversibili e con il tempo sviluppano uno stato tossico per l'organismo, lo stato uremico, che diventa a sua volta una grave malattia che compromette il normale funzionamento dell'organismo, indipendentemente dalla causa che lo ha provocato.
DOMANDA:
E' possibile diagnosticare precocemente la malattia renale?
RISPOSTA:
A) Quando un cane o un gatto beve più del normale (è normale una quantità
d'acqua introdotta con il bere ed il cibo pari ad un massimo di 100ml per kilo di peso corporeo al giorno) ed urina più del normale ( più di 50ml di urina per kilo di peso corporeo al giorno), vuol dire che i reni non sono più in grado di concentrare le urine e sono danneggiati per oltre i 2/3, pari al 66% circa della superficie funzionante.
B) Quando compaiono i sintomi uremici, vomito, debolezza, inappetenza ed aumento dei valori di alcuni esami del sangue (urea, creatinina) si parla di insufficienza renale. In questo caso il danno ai reni ha già superato il 75% di tutta la superficie renale.
Le terapie che si fanno in questo caso sono indirizzate a rimuovere la causa del problema renale, se individuabile, oppure a contenere l'evoluzione della malattia e/o insufficienza renale.
Quando l'insufficienza renale supera certi livelli di tolleranza da parte dell'organismo la malattia diventa incompatibile con la vita. L'unico modo per fare sopravvivere il paziente è sottoporlo a terapia sostitutiva (del rene): cioè a emodialisi o trapianto renale.
Il trapianto renale presenta ancora alcuni problemi gestionali (soprattutto nel cane, mentre il gatto risponde molto bene) correlati alla disponibilità del donatore ed alla necessità di una continua terapia antirigetto successiva; mentre l'emodialisi è praticabile con facilità e, presso l'ospedale ANUBI viene applicata nei casi indicati fin dal 1996.
DOMANDA:
Quando è consigliabile o utile fare l'emodialisi?
RISPOSTA:
In caso di insufficienza renale acuta associata a danni strutturali potenzialmente reversibili, in particolare in caso di malattia che provoca danno ai tubuli renali (es: leptospirosi, forme tossiche); in caso di danno glomerulare (caratterizzato da presenza abbondante di proteine nelle urine) il risultato è molto meno certo.
Per eseguire l'emodialisi è necessario inserire un grosso catetere a doppia via nella vena giugulare esterna per permettere un abbondante flusso di sangue verso la macchina che provvede alla depurazione. All'inizio l'emodialisi viene effettuata per periodi ridotti o tramite una macchina speciale che permette una rimozione lenta delle tossine uremiche (CRRT), una volta stabilizzato il paziente le sedute dialitiche, lunghe in media 4 ore, vengono effettuate ogni 2-3giorni; nell'intervallo il paziente può andare a casa.